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Manuale del seduttore. Parte 6

Manuale del seduttore parte 1

COME USARE L’IPNOSI PER PORTARTELA A LETTO

Quello che stai per leggere probabilmente metterࠡ dura prova la tua fiducia in me. Non ti posso biasimare, 蠵na reazione naturale.
Tutto quello che posso dirti 蠣he queste cose funzionano, funzionano cos젢ene che mi spaventano alle volte. Il mio unico sollievo 蠳apere che diventando sempre pi?vo con le donne, perderai il desiderio di abusare di questo potere. Il successo ti far࠶oler andare pi?gero contro queste creature indifese.
Quello che sto per mostrarti ti permetterࠤi creare una straordinaria sensazione di eccitamento in qualunque donna con cui avrai a che fare. Non dovrai pi?rare nella fortuna, o in un improbabile colpo di fulmine.
Questo paragrafo ti illustrerࠩl modo di creare tutto ci򠩮 circa dieci minuti, con qualunque donna, in qualunque circostanza.
Invece di appuntamenti che finiscono con un casto bacio sulla guancia, riuscirai a infilartela nel letto, a prescindere dai sentimenti nei tuoi confronti che poteva avere prima che tu usassi su di lei questa tecnica.

COME FUNZIONA

Il metodo funziona perch頳cavalca tutte le resistenze consce della ragazza di finire a letto con te.
Non importa su cosa siano basate queste sue resistenze. Forse non sei il suo tipo e lei pensa di aver bisogno di un certe caratteristiche in un ragazzo per scaldarsi. Forse ti vuole ma non vuol mostrarsi a buon mercato sganciandotela subito. Forse 蠡ppena uscita da una relazione con un ragazzo e ha paura di soffrire di nuovo.
Non importa quale sia il motivo, perch頤’ora in poi tu sarai in grado di evitare tutto questo scavalcando il suo lato CONSCIO per gettarti direttamente nel suo INCONSCIO.

TECNICA NUMERO UNO:
LE REALTA? CONFEZIONATE

Lascia che ti parli di un mio amico, Luca. Mi ha raccontato dell?esperienza che ha ogni qual volta legge un libro. Man mano che la lettura procede, comincia a sentirsi consapevole di certe cose. Mentre legge, tutto ad un tratto si accorge della particolare forma delle lettere, di quanto siano nere. E pi?ne rende conto, pi?a il candore della carta, e quanto sia liscia la sua superficie. E mentre accade tutto ci򬠣omincia ad avvertire chiaramente il suo respiro, il ritmico sali e scendi del petto; e ancora, quel ronzio, quell?impercettibile ronzio che sente fischiare nella testa.
E le palpebre cominciano poi a diventare pesanti, sempre pi?anti ?

Ora, cos?蠳uccesso mentre stavi leggendo tutto ci򿠁nche se non ero alle tue spalle mentre leggevi, scommetterei la mia collezione di Playboy che avevi cominciato ad avvertire le sensazioni che ti stavo descrivendo. Il nero intenso dell?inchiostro, il candore della carta, la sua consistenza. E il ritmo del tuo respiro, la pesantezza delle palpebre.
Questo 蠩l punto:
L?unico modo di comprendere ci򠣨e stai ascoltando o leggendo, 蠤i sperimentarlo su te stesso, almeno in minima parte. Naturalmente, e senza alcuna resistenza, hai cominciato ad avvertire ci򠣨e io volevo, perch頴i era indispensabile per dare un senso, per comprendere cio謠quel che ti stavo raccontando.
E? un genere di esperienza che sperimentiamo ogni qual volta, per esempio, ci rechiamo al cinema.
Per non perdere il filo del racconto, finiamo per immedesimarci nel protagonista, per quanto inverosimile o distante possa apparire la sua esperienza rispetto alla realt࠱uotidiana. E? quel che si dice un patto narrativo.
C?蠵n particolare di importanza critica. Non ti avevo suggerito di sperimentare qualcosa, n頴antomeno te l?ho chiesto esplicitamente. Perch頱uesto avrebbe causato un?immediata ed istintiva resistenza da parte tua. Al contrario, quelle sensazioni te le ho presentate come parte di un racconto. Ti ho raccontato dell?esperienza che qualcun altro ha avuto, e il solo modo che avevi per comprenderla era quello di sperimentarla su te stesso.
E?, in buona sostanza, il meccanismo che sta alla base di qualunque film, racconto o rappresentazione.
Allo stesso modo, questa tecnica ti consentirࠤi alterare l?umore e le sensazioni che una donna sta provando, in modo da farle sentire, e desiderare, qualunque esperienza ti sia prefisso di farle sperimentare.
Cominci raccontandole la storia di qualcun altro; inserisci poi, in questo racconto, un esperienza vissuta dal protagonista, che contenga quel genere di sensazioni ed azioni che tu vuoi che lei intraprenda. Sembra troppo facile e bello per essere vero, ma ti assicuro che funziona! E pi?pratichi, migliori risultati otterrai.
Ora facciamo un esempio, per farti vedere come usare questa tecnica correttamente, in modo che lei non possa resistere. E? di vitale importanza che siate soli, per avere la certezza di non essere interrotti. Non deve assolutamente poter essere distratta, altrimenti l?effetto svanisce. Sarebbe come accendere le luci in sala mentre il pubblico 蠰reso dalla visione del film. Chiaro?

TU: Ti ho raccontato del mio amico, Tiziano?

LEI: No. Dimmi.

TU: E? una cosa interessante. Una volta mi ha raccontato una storia. Ha un?amica. E a questa amica succede una cosa curiosa ogni qual volta le capiti di ascoltare un uomo parlare. Comincia, per esempio, a concentrarsi sul suono della sua voce e ? mentre ascolta la sua voce, sente anche il rumore delle altre persone presenti nella sala ? e avverte anche il movimento ritmico del petto ? e quel ronzio che avverte nella sua testa ? e la profonditଠla ricchezza di quella voce, e poi ? la pressione della mano che poggia sul tavolo, e il profilo del suo viso mentre lo osserva parlare ? e poi l?attenzione si fissa su un dettaglio del viso, qualunque cosa attragga la sua attenzione ? qualcosa che la tenga vincolata a quel dettaglio. E pi?concentra, pi?scopre affascinata da quel che le dice ? sempre pi?ascinata e rapita da queste sensazioni
E si rende conto di desiderarlo, di sentire la sua mano, la sua gentile mano sul suo viso. (A questo punto sfiorale il viso con il dorso della mano) ? e mentre avverte il piacere di quel tocco, con gli occhi chiusi per il piacere, il respiro diventa pi?fondo, e il cuore batte pi?te, mentre il calore di quella voce si spande, prima nel petto, poi gi?le cosce ? il calore di quella voce ? si sente avvampare, e desidera essere riempita, riempita da quell?uomo ? e mentre sente queste cose ? sempre pi?fondamente ? la sensazione della sua mano che gli sfiora le cosce ? si rende conto che si aprirࠣompletamente a quell?uomo ? si darࠡ quell?uomo ? quando lui deciderࠤi prenderla.

Garantito che ti salterࠡddosso; se non dovesse succedere subito, assicurati di ripetere lo stesso tocco che le hai dato sulle cosce, pi?di.

In termini di ipnosi, questo 蠣onosciuto come ancoraggio. In parole povere, questo significa che, ogni qual volta una persona ha un?esperienza, qualunque cosa sia associata o collegata a questa, richiamer࠮ella persona l?intera esperienza. E? quello che Pavlov faceva con i suoi cani ? associando il suono di una campanella con lo sbavare per la fame, poteva richiamare questa condizione a piacere semplicemente suonando la campanella. In questo caso sei tu a suonare la campanella di qualcun altro, ma spero che lei non sia proprio un cane!!!
Devi decidere tu quando usare questa tecnica, se al ristorante o quando siete soli in appartamento.
Dipende dalla tua audacia, da quanto vuoi rischiare.

TECNICA NUMERO DUE:
L?ANCORAGGIO

Abbiamo accennato brevemente all?ancoraggio nel paragrafo precedente, ora vediamo un altro modo di applicarlo per consentirti di portartela a letto al primo appuntamento.
Il primo passo consiste nel trovare il sistema rappresentativo preferito della persona con cui esci.
Lo puoi facilmente scoprire chiedendole di ricordare la sua ultima vacanza e di descriverti, con le sue parole, cosa le 蠰iaciuto maggiormente. Se ricorda la piacevole sensazione di assorbire i raggi del sole sdraiata sulla sabbia, o il sentirsi avvolta dalle onde del mare, allora hai di fronte una persona cinestetica (ovvero che predilige le sensazioni fisiche).
Se invece le piaceva il rumore delle onde e la quiete delle notti, allora 蠵ditiva.
Se usa termini visuali, 蠶isiva.
Dopo, chiedile se ricorda l?esperienza pi?itante avuta recentemente. Quando pronunci la parola ?eccitante?, abbassa un po? il tono della voce, e dalle una connotazione erotica. Nove volte su dieci rammenter࠵n?esperienza erotica.
Quando ti risponde di s쬠chiedile di chiudere gli occhi per un minuto. Poi, secondo il suo sistema rappresentativo preferito, chiedile di ricordare cosa ha visto/sentito/provato in quell?occasione. Mentre richiama alla mente quest?esperienza, noterai dei cambiamenti. Il suo viso arrossirଠil respiro si far࠰i?enso, il labbro inferiore si allargherଠe pi?generale sperimenterࠤi nuovo le stesse sensazioni provate in quell?occasione.
Quando avverti che 蠩mmersa nelle sensazioni provate ricordando, stringile il polso brevemente e dille ?bello!?, o qualcosa del genere. Hai creato un aggancio, un ?ancoraggio? tra le sue sensazioni e la tua stretta al polso, le tue parole.
Torna a conversare normalmente e poi, pi?di, fai scattare l?ancoraggio.
Avvicinati, guardala negli occhi e sorridile mentre le stingi il polso, ma questa volta non mollare la presa. Tenendolo stretto, la trattieni in quello stato erotico che aveva rammentato, almeno fino a quando non molli la presa.
Ora hai a disposizione un?arma che puoi usare durante il resto del vostro appuntamento.
Quando poi la porti nella tua tana, stuzzicala un po?. Non farti avanti subito, limitati a sorridere con fare sornione.
Se parlando fa qualche osservazione interessante, avvicinati, stringile il polso e ripeti, come nell?occasione della suo racconto ?bello!?, o qualche altra fandonia del genere.
Quando ricade nuovamente in quello stato erotico, tienile stretto il polso, poi parti all?attacco con la mano libera e con la bocca.
Pratica l?ancoraggio. Con la pratica otterrai sempre migliori risultati. Non 蠦acile, inutile ingannarsi. Ma ? cavoli, funziona!
Il bello di queste tecniche 蠣he ti consentono di scavalcare il classico, lungo, stremante, e spesso inconcludente, appuntamento vecchia maniera.
Poi trasformare un innocente invito a bere un caff蠩nsieme in una scopata selvaggia nel giro di un quarto d?ora.

POSTED BY Administrator ON 11.29.07 @ 10:46 pm | 0 Comments

Manuale del seduttore. Parte 5

Manuale del seduttore. Parte 4

LA MIGLIOR DIFESA E? L?ATTACCO

A George S. Patton Jr., un grande generale americano durante la Seconda Guerra Mondiale, fu chiesto in un?occasione cosa ne pensava del suo rivale, il britannico maresciallo Montgomery.
Lui replic򬠦quot;E’ il miglior generale che gli inglesi abbiano. Ma 蠰i?eressato a non perdere la guerra che a vincerla". Sfortunatamente per molti uomini, questo 蠩l loro atteggiamento nei confronti delle donne.
Sembrano camminare sulle uova, con prudenza, sperando soprattutto di non commettere errori.
Ma se vuoi essere vincente nei rapporti con le donne, devi cominciare a concentrarti su quello che vuoi e su quello che devi fare per ottenerlo, e non su cosa puoi perdere o su cosa succeder࠳e non vinci.
Certo, dai uno sguardo ai rischi che corri. Ma non ti fissare su quelli.
Concentrati invece su quello che desideri. Come sarebbe stare insieme con lei? Come ti sentiresti? Che sensazioni proveresti?
Queste sono il genere di domande che ti incitano ed animano a lottare per la vittoria, invece di scomparire per la paura di perdere.
Anche se sai che c’蠤ella competizione, sarai in grado di dare il tuo meglio, perch頳arai concentrato sul tuo risultato.

In conclusione:

Dai un?occhiata a rischi che corri, ma poi concentrati solo sulla vittoria.

POSTED BY Administrator ON @ 10:35 pm | 0 Comments

Manuale del seduttore. Parte 4

Parte 1
LA PAROLA MAGICA

Ecco la parola magica che ti farࠡvere un sacco di successo con le donne, e rimorchiare da pazzi. Funziona con ogni donna, ma pi?la 蠬a donna, pi?ziona meglio. La parola 躠NO!
Esatto. No! La stessa parola che impedisce ad un cucciolo di pisciarti sul tappeto, impedirࠡd una donna di tirarti merda.
Bisogna imparare a dir pi?sso di no ad una donna quando c’蠤i mezzo un argomento importante, e comunque quando lo ritieni necessario.
Non importa quanto sia bella, o brava a letto, o comunque quanto meravigliosa sappia essere quando vuole; devi dimostrarti pronto a lasciarla in qualunque momento, qualora tu non possa trattare con lei senza perdere il rispetto per te stesso.
Ed il rispetto per se stessi, ragazzi, 蠦atto soprattutto dei no che hai il coraggio di dire. E’ una questione di limiti che si pongono riguardo a ci򠣨e 蠰ermesso, consentito o accettato.
Pu򠳵onare male detto cos쬠ma questa 蠬’arma pi?te che hai in mano per gestire il rapporto con una donna.
Quando una donna percepisce o sperimenta questo atteggiamento in te, sa di aver trovato qualcosa che ha sempre istintivamente cercato in un uomo, fin da quando ha scoperto di essere donna:

Un uomo che non pu򠳰erare di dominare.

Lo so che non 蠳emplice. Fa male, veramente male doversi allontanare da qualcuno che ti piace veramente solo perch頮on ti sta trattando bene.
Ma l’amore spesso 蠣ome un combattimento di strada, e ricorda che la prima regola in tal caso 躠Ignora il dolore e attacca con tutto quello che hai a disposizione.
Se comprendi questo, allora potrai camminare con quella confidenza e sicurezza che le donne di qualunque et࠳ono capaci di sentire. E, ancora pi?ortante, ti piacerࠬa persona che vedi allo specchio tutte le mattine.

POSTED BY Administrator ON @ 10:23 pm | 0 Comments

Manuale del seduttore. Parte 3

Se ti comporti, e soprattutto ti senti, una persona che piace a tutti e con cui tutti parlano volentieri, allora questa affabilità, questa sicurezza, si trasmette attraverso le parole, le espressioni ed i movimenti e, nove volte su dieci, altrettanto ottieni dagli altri.
In ogni caso, ricordati che se una donna non è in grado di apprezzare il tuo calore e la tua socievolezza, allora ha seri problemi e pertanto andrebbe comunque evitata ad ogni costo.
In definitiva possiamo dire:

Non conta tanto quello che dici,  quanto il modo in cui lo dici.

CHI SI MOSTRA AFFAMATO, NON VERRA’ SFAMATO!

Un grande segreto per avere successo con le donne non ha niente ha che vedere con il tuo comportamento nei loro confronti, ma ha molto a che fare con il modo in cui ti comporti nei confronti di te stesso.
Quello di cui stiamo parlando qui è:

il rispetto per se stessi.

Un sacco di uomini che non si lascerebbero nemmeno lontanamente mettere sotto da un altro uomo, diventano delle mezze calzette senza spina dorsale quando si trovano davanti ad una donna.
Qualunque sia la ragione di questa paura, il risultato è che mettono sempre la donna davanti.

Altri uomini hanno un problema leggermente diverso. Possono essere in grado di non farsi intimorire da una donna, ma il doversi trovare una donna è per loro un’esigenza così dannatamente importante che finiscono per perdere di vista le altre priorità della vita. In un certo senso, si perdono tutto l’aspetto divertente del corteggiamento, che per loro diventa un’ossessione.
Uomini come quelli descritti possono anche vincere qualche battaglia, ma hanno sicuramente perso la guerra. Le donne possono essere un’interessante aggiunta alla tua vita, e se trovi quella giusta, puoi anche prendere in considerazione la possibilità di farla diventare il centro. Ma una vita spesa solo a dare la caccia alle donne è un’esistenza piuttosto stupida.
Se questo è il tuo problema, siediti e chiediti se per caso non ti stai perdendo altri piaceri della vita per inseguire solo quello.
Quindi ecco un altro consiglio per aumentare la tua sicurezza con le donne:

smettila di averne così tanto bisogno!

Ed un buon sistema per fare questo è quello di trovarsi un hobby che ti appassioni. Qualcosa che ti tenga lontano dalle donne.
Non solo questo aumenterà la tua sicurezza, ma sarà anche un ottimo rifugio, una valvola di sfogo, per quando ti troverai in situazioni di stress o tensione in un rapporto di coppia; e come sappiamo ce ne saranno spesso.

POSTED BY Administrator ON 11.16.07 @ 7:42 am | 0 Comments

Manuale del seduttore. Parte 2

IL LAVORO SU SE STESSI

L’ATTEGGIAMENTO CHIAVE PER RISULTARE AFFASCINANTE ALLE DONNE E PER PORTARTI A LETTO QUELLA DEI TUOI DESIDERI

Anni fa, un amico con la fama di playboy mi invitò ad andare ad una festa con lui. Ora, non avendo a quei tempi molta vita sociale, accettai l’invito. Oltretutto questo ragazzo sapeva veramente come rimorchiare. Mi sentivo come quei piccoli pesciolini che si infilano dentro la bocca di uno squalo e vivono di quello che questi sputano.
Comunque, stavamo girando lungo i corridoi di questo albergo, in cerca della festa, quando passammo davanti ad una porta aperta, dove c’era una festa, ma non era certamente quella a cui eravamo stati invitati. Era infatti un ricevimento formale; tutti erano ben vestiti, mentre io ed il mio amico eravamo in jeans e scarpe da ginnastica.
Attraverso l’ingresso vidi una splendida bionda in minigonna, circondata da uomini che cercavano di fare colpo su di lei. Anche il mio amico la vide, poi guardò me, e infine partì all’attacco. Lo vidi entrare, farsi largo tra gli altri uomini, dirle qualcosa che non riuscii a udire, e allungare carta e penna. Poi vidi lei scrivere qualcosa su quel foglio e restituirlo al mio amico sorridendo.
Aveva avuto il suo numero di telefono!

Gli chiesi cosa le avesse detto, e lui mi rispose: “Sono andato là, l’ho guardata negli occhi, e le ho detto, “Mi scusi. L’ho vista attraverso l’ingresso, e a differenza degli uomini qui presenti, non ho tempo per conversare. Vorrei uscire con lei. Posso avere il suo numero di telefono?”.
Ora, è chiaro che questo è un caso estremo, vuole solo esemplificare un concetto; inoltre vedremo che non sempre è necessario o utile essere così diretti nell’approccio.
Ma è indispensabile comprendere e far proprio l’atteggiamento del mio amico, quell’atteggiamento che ti farà rimorchiare più di qualunque frase ad effetto, stratagemma, look o automobile tu possa avere.

 

Quest’atteggiamento, questa disposizione mentale, si può riassumere nel seguente motto:

Non devo vergognarmi,  né tantomeno scusarmi, per i miei desideri di maschio.

Vuoi veramente rimorchiare tutte le donne che desideri? Allora smettila di scusarti! Non scusarti perché ti piace guardare una bella donna. Se ti scopre che la stai guardando, e ti chiede cosa stai facendo, diglielo!!
Dille che le cose belle sono fatte per essere guardate, e mandala al diavolo se è troppo stressata o tesa da non apprezzare un uomo che non si vergogna di ciò vuole!
Basta scusarti perché vuoi uscire con una donna!
Basta vergognarti di voler chiedere ad una donna di uscire con te!
Un altro atteggiamento che devi imparare a padroneggiare è il seguente:

Non mi lamento degli insuccessi, perché imparo dai miei errori.

Guarda, a meno che tu non sia incredibilmente fortunato, commetterai alcuni errori durante la pratica delle idee di questo libro. E, per quanto efficaci siano le strategie che ti sto per presentare, non è pensabile che funzionino ogni volta.
Ma se non impari a capire dove hai sbagliato e ad accettare queste occasionali sconfitte, non andrai da nessuna parte.
Come avrai notato stiamo parlando di atteggiamenti, ed è fondamentale, indispensabile anzi, comprendere che non sono le parole con cui ti esprimi che comunicano il tuo atteggiamento.
E’ piuttosto il tono della voce, le espressioni del viso, la postura, la velocità con cui parli; in buona sostanza tutto ciò che di non verbale c’è in te comunica il tuo atteggiamento molto più di ciò che dici.
Quando sarai in grado di fare ciò, ti assicuro, non sarai più in grado di tenere le donne lontane da te.

POSTED BY Administrator ON 11.13.07 @ 10:40 am | 0 Comments

Manuale del seduttore

Molte persone che hanno letto questo libro sono rimaste turbate da parti di esso.
Invariabilmente ho sentito le stesse lamentele. “Le strategie che ci insegni probabilmente funzionano bene. I paragrafi sulla fiducia di sé e sul come presentarsi sono grandi. Ma alcune delle tecniche di seduzione che ci presenti sono decisamente disoneste. Non lasciano alla donna alcuna possibilità di scegliere. Perché non le elimini dal libro, non si può proprio farne a meno ?”.
Ok. Cominciamo con l’accusa di “slealtà”.
Sì, in effetti, alcune tecniche di seduzione presenti in questo libro potrebbero essere classificate come “sleali”. E, a dire il vero, avevo alcune riserve morali ad inserirle nel libro. D’altro canto, “sleale” e “leale” sono termini relativi.
Se ci troviamo su un ring, e stiamo entrambi combattendo secondo le regole, allora è decisamente sleale da parte mia colpirti alla nuca o infilarti le dita negli occhi. Tu stai combattendo secondo le regole, e altrettanto devo fare io.
Ma se diventi scorretto, allora non mi sentirò più obbligato moralmente a starmene lì come uno scemo a prenderle. Getterò alle ortiche tutte le regole e mi metterò a combattere per vincere, non importa come.
Sfortunatamente, quando si ha a che fare con le donne, ci si trova spesso in questo genere di situazioni. Si aspettano che tu agisca secondo le regole, mentre loro si sentono perfettamente libere di fare qualunque cosa.

Per esempio, un sacco di ragazze sono più che felici di spendere il tuo tempo e i tuoi soldi, di divertirsi stuzzicandoti, di illuderti che la ricompensa sia dietro l’angolo.
Quando esci con loro non è raro che parlino di sesso, ti sfiorino, si mostrino seducenti, ma se provi a fare tu il passo, si alterano e strillano che gli uomini sono maiali, che vogliono solo una cosa da loro.
Oppure, ancora peggio, potresti scoprire che ti stanno usando come ruota di scorta, perché magari il loro ragazzo è lontano per lavoro, o fuori con gli amici, e non vogliono certo starsene in casa da sole a fissare quattro mura.
Naturalmente, da perfetto gentiluomo, preferisci sorvolare su questi atteggiamenti, almeno nelle prime uscite. Non vuoi comportarti come un’animale e fare il passo già al primo appuntamento, giusto? Così rimandi per un po’ la resa dei conti, e alla fine il rifiuto che ottieni fa molto più male.
Ora, qualunque ragazza si comporti in questa maniera merita di essere il bersaglio delle più sleali tecniche seduttive disponibili. Non sei obbligato ad essere sua vittima, e sei un fesso se lo permetti.
Quindi, senza mezzi termini, agisci lealmente con una donna fin quando lei si mostra leale nei tuoi confronti. Ma appena comincia a tirarti merda, abbandona il campo di battaglia oppure tira fuori tutte le armi a tua disposizione.
Sempre in tema di lealtà ed onestà, ti sembra giusto che questi ricchi e bei figli di papà si prendano tutte le più belle figliole, mentre tu ti devi accontentare degli scarti? Sei forse meno meritevole di questi ragazzi, baciati dalla fortuna di aver ereditato da papà una bella faccia ed un ancor migliore conto corrente? Perché accettare rassegnati una situazione che onestamente fa schifo, quando puoi avere la tua parte e, se mi darai retta, anche di più!

 

Un’altra cosa da considerare: quando si parla di sesso, le donne hanno un enorme vantaggio. E’ relativamente facile, anche per un cesso, ottenere soddisfazione sessuale. Basta che vada in un bar, si atteggi da troia, e qualcuno lo trova di sicuro, forse non il massimo, ma lo trova. E’ molto più difficile per un ragazzo, anche se di bell’aspetto, ottenere lo stesso risultato.

Per un uomo, rimorchiare è un lavoro ingrato,  per una donna è solo una questione di scelta.

Un altro punto da mettere in chiaro. Personalmente, non credo che il sesso sia l’unico e il solo buon motivo per avere una relazione con una donna Non credo nemmeno che sia sempre necessario o desiderabile utilizzare queste tecniche per portarti una donna a letto.
E’ possibile che la donna dei tuoi desideri sia abbastanza intelligente e dotata di buon senso da volerti così come sei. Potrebbe essere abbastanza matura da saper esprimere i suoi desideri naturalmente, senza esitazioni o sensi di colpa. Potresti anche scoprire che la complicità e l’intimità che condividi con lei sono più importanti per te del lato sessuale della vostra relazione. Quando troverai una ragazza come questa, custodiscila come un tesoro prezioso quale, in effetti, è. Tienitela stretta e non lasciarla scappare!

Sfortunatamente, in base alla mia esperienza, e a quella di centinaia d’altri uomini con cui ho parlato, la maggior parte delle donne non ricade in questa categoria. Mi piacerebbe che fosse così, ma la dura realtà è un’altra. La realtà è che tu, come uomo, sarai sempre attratto da molte, molte donne, poche delle quali saranno spontaneamente attratte da te, senza contare quante poche di esse siano poi meritevoli di essere amate, rispettate ed ammirate.
Buona parte di queste donne sono infatti sessualmente inibite, o depresse, o insicure; e molto spesso tutte queste cose assieme.

A questo punto la scelta è tua, solo tua.
Se vorrai potrai fare a meno di utilizzare le tecniche esposte in questo libro, ma almeno, una volta imparate, avrai la possibilità di scegliere.
Se non altro imparerai come diventare più sicuro dei tuoi mezzi, come conoscere e rimorchiare dovunque tu sia e quando tu lo voglia e soprattutto, ripeto soprattutto, come identificare ed eliminare velocemente dalla tua vita tutte le donne sbagliate, prima che svuotino il tuo portafoglio, stravolgano il tuo cervello e mandino in frantumi il tuo cuore.

parte 2

POSTED BY Administrator ON 11.12.07 @ 7:11 pm | 0 Comments

Fantasie sessuali, antidoto contro il “mal di coppia”

Se provate a digitare il termine “fantasie” su un qualsiasi motore di ricerca sul web, statene pure certi: al primo posto troverete riferimenti a fantasie sessuali, in particolar modo a quelle femminili, quasi a sottolineare come dopo secoli di repressione anche all’altra metà del cielo sia stato negli ultimi decenni consentito di esprimere liberamente, o almeno far intuire, il proprio desiderio di immaginazione e trasgressione nei confronti delle regole del moralismo imperante.

Perché le fantasie sessuali possano migliorare la vostra realtà, costituendo un potente e autentico impulso afrodisiaco per farvi meglio apprezzare i vostri rapporti, occorre però che la mente sia sempre mantenuta agile e vivace, il più possibile sgombera da quei “veleni” che sono la depressione, la pigrizia o l’abulia che spesso finiscono col corrompere rapporti anche di lunga data: quando si dice la quotidianità uccide l’amore forse occorrerebbe riflettere che ciò che lascia “spegnere la fiamma” non è lo scorrere del tempo, quanto una certa avarizia da parte di uno o di entrambi i partner nell’impegnarsi affinché essa rimanga accesa.

 

Ben vengano dunque le fantasie, che rispetto al nostro agire reale dispongono di una propria autonoma forza: la possibilità di non rispettare le regole: le fantasie non devono conformarsi alla morale, alle leggi, al controllo sociale, facendo parte di un territorio libero in cui trovano diritto di cittadinanza anche le forme di trasgressione, le devianze, le perversioni e perfino i delitti. Potete davvero liberamente immaginarvi di tutto dato che la regola fondamentale dell’immaginazione è che essa resterà in ogni caso tale. Mentre la traduzione in comportamenti reali dei contenuti dell’immaginazione non deve mai essere cercata, pena l’estromissione dal novero dei normali.

 

Concetti che anche nel mondo fantastico di Second Life, ad esempio, trovano puntuale riscontro, in vari “decaloghi” delle schiave che il passaparola degli utenti fa circolare tra tutti i giocatori amanti del “role playing” Dom/sub o Master/slave che dir si voglia. Che in differenti modi spiegano che il Master non tenterà mai di rendere reale le fantasie (né di approfittare della sua posizione per trarre vantaggi economici reali) rafforzando così la regola di base del mondo creato dalla LindeLab: RL comes first then SL (la realtà viene prima di SecondLife).

Del resto ognuno di noi normalmente già agisce sul proprio immaginario erotico in senso attenuativo, rendendo simbolico ciò che altrimenti parrebbe inaccettabile: tornando alla realtà nel BDSM, ad esempio, si in caso di fantasie maschili sia femminili si tende a indugiare nella fantasia di un coito particolarmente energico e irruento ma difficilmente ci si compiace realmente nel far sgorgare il sangue da una ferita che dovesse essere inflitta nella contesa amorosa.

Ma c’è una qualche distinzione tra il fantasticare al maschile e al femminile? Di solito sì: le fantasie maschili si incentrano maggiormente sull’espletamento del coito, mentre le donne amano indugiare su elementi di tipo sentimentale e su situazioni che le veda al centro di manovre di seduzione, così esiste una vera e propria costante per tutte le fantasie sessuali: gli uomini immaginano una donna disponibile, malleabile e sottomessa, ma in grado di rivelarsi anche vogliosa ed esperta, mentre le donne preferiscono immaginare un uomo (celebre o meno che sia) diverso dal proprio partner che conosca il fatto suo in materia amorosa e si riveli capace di farle evadere dalla monotonia quotidiana e da rapporti esistenti fin troppo quieti.

Uomini e donne dunque fantasticano in modo differente, volendo estremizzare si può dire che i maschi amino sognare di possedere una donna sconosciuta, farsi fare un pompino eiaculando in bocca alla donna, praticare il cunnilingus, scambiare il partner con un’altra coppia, andare con un transessuale, osservare la partner mentre scopa un altro uomo, prendere una donna con la forza, anche analmente, o praticare differenti variante sadomasochistiche. Le femmine sembrano gradire nelle loro fantasie una forza che sfiora la violenza da parte del maschio, il riuscire a perdere il controllo e ad avere orgasmi multipli, fare l’amore con un’altra donna o assistere ad un rapporto saffico, nonché ad un rapporto omosessuale. Ma anche andare in giro senza intimo, per essere subito accessibile in tutte le proprie parti dall’uomo concupito.

Che poi la pornografia sia divenuto un mercato redditizio e sempre più in grado di attrarre non solo gli uomini ma anche le donne non dovrebbe più stupire nessuno. Semmai stupisce che nel 2007 il moralismo prevalga ancora e si faccia apparentemente di tutto per “mettere un coperchio” sopra questo ribollire di fantasie e di desideri “scandalosi”. Che pur sempre fantasie sono destinati a rimanere, e che potrebbero aiutare a mantenere vivo il rapporto di coppia molto più delle marce a favore della famiglia.

POSTED BY Administrator ON @ 5:32 pm | 0 Comments

La gestione dello stress

Il termine stress fu coniato da Selye nel 1936. Selye notò come negli animali vi fosse una risposta comune a livello fisiologico in seguito all’esposizione a stimoli esterni di tipo fisico, chimico o biologico. Tali stimoli ambientali, denominati stressor, generavano nell’animale una reazione costante caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario.

Che cosa è lo stress?
Il termine stress fu coniato da Selye nel 1936. Selye notò come negli animali vi fosse una risposta comune a livello fisiologico in seguito all’esposizione a stimoli esterni di tipo fisico, chimico o biologico. Tali stimoli ambientali, denominati stressor, generavano nell’animale una reazione costante caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario. La reazione dell’organismo si dimostrava aspecifica, cioè uguale anche di fronte a stimoli differenti e venne definita stress.

Lo stress ha effetti fisici ed emotivi e può generare conseguenze positive o negative. Come influenza positiva, lo stress può essere uno stimolo all’azione; può provocare una nuova consapevolezza e una nuova visione emotiva con cui risolvere il problema incontrato. Come influenza negativa, può rafforzare diffidenza, rifiuto, rabbia e depressione, che a loro volta possono causare problemi di salute quali emicranie, gastriti, allergie, insonnia, ulcere, ipertensione arteriosa, problemi cardiovascolari, infarto e ictus.

Sperimentiamo lo stress continuamente nella nostra vita: quando ci troviamo di fronte alla morte di una persona cara, un divorzio o una separazione, un trasferimento, ma anche la nascita di un bambino, una promozione sul lavoro, o un cambiamento di lavoro, un dissesto finanziario. Così mentre il nostro organismo nella sua unicità registra la variazione delle cose che ci circondano, lo stress ci sollecita ad un cambiamento-adattamento e ci aiuterà o ostacolerà secondo come reagiamo ad esso.

E possibile eliminare lo stress dalla vita?
Lo stress «positivo» ci aiuta ad affrontare la vita. Ci tiene «sotto pressione» una pressione per un funzionamento ottimale. Tutti, grazie a questa «pressione ottimale», affrontiamo meglio e superiamo, scadenze, concorsi, difficoltà del quotidiano, perfino le nostri frustrazioni e i dispiaceri possono, sotto questa luce, aggiungere profondità e arricchimento alla nostra vita. Il nostro obiettivo non è di eliminare lo stress ma di imparare a controllarlo e a usarlo per i nostri scopi.
Lo stress negativo invece (o sarebbe più giusto parlare di modo negativo di affrontare lo stress) funge da deprimente e può lasciare la nostra emotività provata da ansia, o da sentimenti di impotenza; d’altra parte, lo stress eccessivo può lasciarci completamente scarichi e senza forze se non ce ne accorgiamo in tempo.

Che cosa si deve fare?
Bisogna scoprire il livello ottimale di stress per affrontare gli ostacoli, fisici, psichici e relazionali, diventando consapevoli delle nostre possibilità e delle difficoltà che dobbiamo affrontare, senza sottovalutare, o sopravvalutare né noi, né le difficoltà.

Qual è lo stress ottimale?
Il livello ottimale di stress è soggettivo, non esiste un valore buono per tutti. Siamo tutti diversi e con caratteristiche uniche. Così ciò che tormenta uno, può essere un piacere per un altro. Ed anche quando stiamo subendo un evento particolare a cui pensiamo di essere già abituati, è probabile che in quel momento la nostra risposta psico-fisica possa differire da quella data in altra occasione allo stesso stimolo.
Esistono persone che amano i confronti accesi o spostarsi continuamente per lavoro. Costoro potrebbero essere stressati da un lavoro stabile e sistematico, mentre la persona che preferisce un lavoro stabile, molto probabilmente sarebbe stressata da un lavoro dove deve cambiare spesso città. Inoltre, i nostri requisiti personali di resistenza allo stress e la quantità di stress che possiamo tollerare prima di avere cambiamenti negativi, varia con l’età e la situazione psicologica in cui ci troviamo.
È stato provato che la maggior parte delle malattie sono collegate in qualche modo con lo stress.
Se state avvertendo i sintomi da stress, state andando oltre il livello ottimale di stress; dovete ridurre lo stress nella vostra vita o migliorare la vostra capacità di controllarlo.

Come controllare lo stress
Identificare lo stress in eccesso ed essere consapevoli dell’effetto sulla vita non è sufficiente per la riduzione delle conseguenze nocive. Infatti poiché ci sono molte fonti di stress, ci sono molte possibilità per la relativa gestione. Tuttavia, tutte queste possibilità richiedono un lavoro verso un cambiamento: cambiando la fonte dello stress e/o la reazione ad esso, seguendo questo schema:

  • Diventare coscienti dei fattori di stress e delle reazioni emotive e fisiche
    Prendete conoscenza della sofferenza. Non ignoratela. Non sorvolare sui problemi.
    Determinate quali sono gli eventi affliggono. Che cosa sono, voi che vi dite circa il significato di questi eventi?
    Cercate di capire come il vostro corpo risponde allo stress. Diventate ansiosi o vi lasciate andare fisicamente? In caso affermativo, in quale modo?
  • Capire che cosa si può cambiare
    Potete cambiare i fattori di stress evitandoli o eliminandoli completamente?
    Potete ridurre la loro intensità (controllarli per un periodo di tempo, magari su base quotidiana o settimanale)?
    Potete ridurre l’esposizione allo stress (prendendo una pausa, allontanandovi fisicamente dai luoghi in questione)?
    Potete fissare degli obiettivi raggiungibili, magari suddivisi in piccole tappe intermedie?
  • Ridurre l’intensità delle reazioni emotive allo stress
    La reazione di stress viene innescata dalla percezione di pericolo fisico e/o di pericolo emotivo.
    Vi capita di considerare le fonti di stress in termini esagerati trasformando una situazione difficile in disastrosa?
    Cercate di prevedere e controllare tutto?
    Se così fosse, potreste avere una reazione incontrollabile.
    È consigliabile fare un lavoro su di sé per adottare un punto di vista più moderato; provare a vedere lo stress come qualcosa a cui si può far fronte, piuttosto che qualcosa che va oltre le proprie possibilità.
    Provate a stemperare le vostre emozioni eccessive. Cominciate a pensare che le singole situazioni stressanti sono comunque alla vostra portata. Evitate di avere pensieri negativi su «come andrà a finire».
  • Imparare a moderare le reazioni fisiche
    Una respirazione lenta e profonda porterà la vostre frequenza cardiaca e respiratoria di nuovo alla normalità.
    Le tecniche di rilassamento possono ridurre la tensione muscolare. Il biofeedback elettronico può aiutare ad avere un controllo volontario su tensione muscolare, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.
    I farmaci, se prescritti da un medico, possono aiutare a controllare le reazioni fisiche. Tuttavia, da soli, i farmaci non sono «la risposta». Apprendere a modulare queste reazioni fisiologicamente è sempre una soluzione di lunga durata preferibile.
  • Costruire le riserve fisiche
    Allenare il cuore e il sistema cardiovascolare con un’attività sportiva di tipo aerobico tre - quattro volte a settimana.
    Seguire una dieta equilibrata e nutriente.
    Mantenere il peso ideale.
    Evitare la nicotina, la caffeina eccessiva ed altri stimolanti.
    Alternare lo svago con il lavoro. Fare delle pause. Riposare a sufficienza. Rispettare i propri ritmi di sonno per quanto possibile.
  • Costruire le riserve emotive
    Coltivare amicizie oltre ad aiutare a «staccare la spina», può essere un valido supporto per tornare con i piedi per terra nel caso stiate ingigantendo una situazione stressante.
    Perseguire obiettivi realistici che possono essere accettati da voi, piuttosto che obiettivi che altri hanno stabilito per conto vostro e che non condividete.
    Prevedere la possibilità di incontrare sul percorsi frustrazioni, imprevisti e dispiaceri.
    Imparare ad essere non eccessivamente esigenti con se stessi.

POSTED BY Administrator ON @ 12:48 pm | 0 Comments

Come dire No

Ditemi se non vi suona familiare – qualcuno vi chiede di fare qualcosa che non desiderate fare, o che realmente non avete il tempo, la possibilità, di fare.
Non importa quale sia la richiesta, ma siete convinti di ferire a morte l’altra persona con un vostro “no”.

Vi sentite già in colpa. E la cosa bella che ancora non avete risposto!

Perché ci fa tanta paura rispondere “No”?

Genitori, insegnanti, fin da piccoli, ci hanno insegnato che la parola “No” è “poco carina”, quasi un insulto. E’ il modo più comune che hanno gli adulti di tenere a freno il mondo dei bambini. Questo tipo di educazione, indirettamente, ci ha portato a convincerci che le priorità degli altri vengono prima delle nostre.

Poi, se ci si mette un po’ di disistima personale. Il gioco è fatto. La gente può arrivare a chiederci qualsiasi cosa che, per evitare sensi di colpa, finiamo col rispondere sempre “Sì”.

Non voglio fare l’apologia del “No”, il rifiuto resta una cosa sgradevole.

Però esiste un limite.

Innanzitutto è tempo di mettere da parte quella piacevole forma di autolesionismo che, sotto sotto vi gratifica, facendovi sentire una supermamma, un lavoratore modello, un martire, un eroe.

Un minimo di egoismo è fondamentale per affrontare la vita in maniera equilibrata e sana.

Vi elenco alcuni modi per rifiutare senza ferire l’altra persona o rompere i rapporti:

“non posso ora, ma posso farlo più tardi”
Se realmente desiderate aiutare la persona ma non avete tempo, rispondete così. Se chi vi chiede aiuto non può aspettare troverà qualcun’altro.

“non sono la persona qualificata per questo compito”
Se ritenete di non avere abilità sufficienti per svolgere il compito richiesto, è meglio ammettere i propri limiti.

“non posso, ma sicuramente potresti chiedere a…”
Se non siete disponibili offrite un’alternativa. I professionisti di successo si riconoscono per la loro capacità di delegare e valutare le altre risorse.

“ho un altro impegno”
Non importa quale sia l’impegno. Potrebbe essere un appuntamento, una riunione di lavoro, una serata con amici. Il punto fondamentale è che voi non siete disponibili.

“Sono certo che farai un lavoro meraviglioso anche senza il mio aiuto”
Molte volte, le persone chiedono aiuto perché dubitano delle proprie abilità. Fate sapere che avete fiducia in loro.

“NO”
A volte è proprio il caso di dire no! Fatelo col tono giusto, che esprima rispetto e cortesia, ma se non ci sono alternative, oppure non vi sembra opportuno dare spiegazioni approfondite, rispondete semplicemente “No”.

Ci sono casi in cui l’insistenza degli altri sembra non comprendere ogni nostro rifiuto gentile. Piuttosto che inventare scuse su scuse, per poi magari in un momento di insofferenza dare una risposta impulsiva e “cattiva”. Dite subito, chiaramente, ma in maniera gentile, i vostri motivi. Eviterete sensi di colpa futuri.

POSTED BY Administrator ON @ 11:45 am | 0 Comments

Sedurre ragazza…

Un altro dei miei sogni ricorrenti è questo, che per fortuna è meno traumatico degli altri.
Sogno di sedurre una ragazza bellissima (e intelligentissima, e altri -issimi vari, insomma una persona fantastica), di solito perché lei stessa vuole essere sedotta; a volte conosco la ragazza e a volte no; non è mai la stessa persona. Comunque la cosa si rivela sempre molto facile e soddisfacente, nel senso che riesco a concludere subito (sì, qui c’è il doppio senso). Queste ragazze crollano sempre fra le mie braccia innamorate ed estasiate. Fosse sempre così facile conquistare qualcuno nella vita reale!
Fra l’altro nei miei sogni io compaio sempre molto più carina della realtà, credo che questo sia un segno di un’ottima autostima!

Sorvoliamo sul fatto che da adolescente questi sogni mi abbiano fatto dubitare della mia eterosessualità…

POSTED BY Administrator ON 11.06.07 @ 10:32 pm | 0 Comments



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