Tutto il mondo le notizie

Prima pagina

Manuale del seduttore

Molte persone che hanno letto questo libro sono rimaste turbate da parti di esso.
Invariabilmente ho sentito le stesse lamentele. “Le strategie che ci insegni probabilmente funzionano bene. I paragrafi sulla fiducia di sé e sul come presentarsi sono grandi. Ma alcune delle tecniche di seduzione che ci presenti sono decisamente disoneste. Non lasciano alla donna alcuna possibilità di scegliere. Perché non le elimini dal libro, non si può proprio farne a meno ?”.
Ok. Cominciamo con l’accusa di “slealtà”.
Sì, in effetti, alcune tecniche di seduzione presenti in questo libro potrebbero essere classificate come “sleali”. E, a dire il vero, avevo alcune riserve morali ad inserirle nel libro. D’altro canto, “sleale” e “leale” sono termini relativi.
Se ci troviamo su un ring, e stiamo entrambi combattendo secondo le regole, allora è decisamente sleale da parte mia colpirti alla nuca o infilarti le dita negli occhi. Tu stai combattendo secondo le regole, e altrettanto devo fare io.
Ma se diventi scorretto, allora non mi sentirò più obbligato moralmente a starmene lì come uno scemo a prenderle. Getterò alle ortiche tutte le regole e mi metterò a combattere per vincere, non importa come.
Sfortunatamente, quando si ha a che fare con le donne, ci si trova spesso in questo genere di situazioni. Si aspettano che tu agisca secondo le regole, mentre loro si sentono perfettamente libere di fare qualunque cosa.

Per esempio, un sacco di ragazze sono più che felici di spendere il tuo tempo e i tuoi soldi, di divertirsi stuzzicandoti, di illuderti che la ricompensa sia dietro l’angolo.
Quando esci con loro non è raro che parlino di sesso, ti sfiorino, si mostrino seducenti, ma se provi a fare tu il passo, si alterano e strillano che gli uomini sono maiali, che vogliono solo una cosa da loro.
Oppure, ancora peggio, potresti scoprire che ti stanno usando come ruota di scorta, perché magari il loro ragazzo è lontano per lavoro, o fuori con gli amici, e non vogliono certo starsene in casa da sole a fissare quattro mura.
Naturalmente, da perfetto gentiluomo, preferisci sorvolare su questi atteggiamenti, almeno nelle prime uscite. Non vuoi comportarti come un’animale e fare il passo già al primo appuntamento, giusto? Così rimandi per un po’ la resa dei conti, e alla fine il rifiuto che ottieni fa molto più male.
Ora, qualunque ragazza si comporti in questa maniera merita di essere il bersaglio delle più sleali tecniche seduttive disponibili. Non sei obbligato ad essere sua vittima, e sei un fesso se lo permetti.
Quindi, senza mezzi termini, agisci lealmente con una donna fin quando lei si mostra leale nei tuoi confronti. Ma appena comincia a tirarti merda, abbandona il campo di battaglia oppure tira fuori tutte le armi a tua disposizione.
Sempre in tema di lealtà ed onestà, ti sembra giusto che questi ricchi e bei figli di papà si prendano tutte le più belle figliole, mentre tu ti devi accontentare degli scarti? Sei forse meno meritevole di questi ragazzi, baciati dalla fortuna di aver ereditato da papà una bella faccia ed un ancor migliore conto corrente? Perché accettare rassegnati una situazione che onestamente fa schifo, quando puoi avere la tua parte e, se mi darai retta, anche di più!

 

Un’altra cosa da considerare: quando si parla di sesso, le donne hanno un enorme vantaggio. E’ relativamente facile, anche per un cesso, ottenere soddisfazione sessuale. Basta che vada in un bar, si atteggi da troia, e qualcuno lo trova di sicuro, forse non il massimo, ma lo trova. E’ molto più difficile per un ragazzo, anche se di bell’aspetto, ottenere lo stesso risultato.

Per un uomo, rimorchiare è un lavoro ingrato,  per una donna è solo una questione di scelta.

Un altro punto da mettere in chiaro. Personalmente, non credo che il sesso sia l’unico e il solo buon motivo per avere una relazione con una donna Non credo nemmeno che sia sempre necessario o desiderabile utilizzare queste tecniche per portarti una donna a letto.
E’ possibile che la donna dei tuoi desideri sia abbastanza intelligente e dotata di buon senso da volerti così come sei. Potrebbe essere abbastanza matura da saper esprimere i suoi desideri naturalmente, senza esitazioni o sensi di colpa. Potresti anche scoprire che la complicità e l’intimità che condividi con lei sono più importanti per te del lato sessuale della vostra relazione. Quando troverai una ragazza come questa, custodiscila come un tesoro prezioso quale, in effetti, è. Tienitela stretta e non lasciarla scappare!

Sfortunatamente, in base alla mia esperienza, e a quella di centinaia d’altri uomini con cui ho parlato, la maggior parte delle donne non ricade in questa categoria. Mi piacerebbe che fosse così, ma la dura realtà è un’altra. La realtà è che tu, come uomo, sarai sempre attratto da molte, molte donne, poche delle quali saranno spontaneamente attratte da te, senza contare quante poche di esse siano poi meritevoli di essere amate, rispettate ed ammirate.
Buona parte di queste donne sono infatti sessualmente inibite, o depresse, o insicure; e molto spesso tutte queste cose assieme.

A questo punto la scelta è tua, solo tua.
Se vorrai potrai fare a meno di utilizzare le tecniche esposte in questo libro, ma almeno, una volta imparate, avrai la possibilità di scegliere.
Se non altro imparerai come diventare più sicuro dei tuoi mezzi, come conoscere e rimorchiare dovunque tu sia e quando tu lo voglia e soprattutto, ripeto soprattutto, come identificare ed eliminare velocemente dalla tua vita tutte le donne sbagliate, prima che svuotino il tuo portafoglio, stravolgano il tuo cervello e mandino in frantumi il tuo cuore.

parte 2

POSTED BY Administrator ON 11.12.07 @ 7:11 pm | 0 Comments

Fantasie sessuali, antidoto contro il “mal di coppia”

Se provate a digitare il termine “fantasie” su un qualsiasi motore di ricerca sul web, statene pure certi: al primo posto troverete riferimenti a fantasie sessuali, in particolar modo a quelle femminili, quasi a sottolineare come dopo secoli di repressione anche all’altra metà del cielo sia stato negli ultimi decenni consentito di esprimere liberamente, o almeno far intuire, il proprio desiderio di immaginazione e trasgressione nei confronti delle regole del moralismo imperante.

Perché le fantasie sessuali possano migliorare la vostra realtà, costituendo un potente e autentico impulso afrodisiaco per farvi meglio apprezzare i vostri rapporti, occorre però che la mente sia sempre mantenuta agile e vivace, il più possibile sgombera da quei “veleni” che sono la depressione, la pigrizia o l’abulia che spesso finiscono col corrompere rapporti anche di lunga data: quando si dice la quotidianità uccide l’amore forse occorrerebbe riflettere che ciò che lascia “spegnere la fiamma” non è lo scorrere del tempo, quanto una certa avarizia da parte di uno o di entrambi i partner nell’impegnarsi affinché essa rimanga accesa.

 

Ben vengano dunque le fantasie, che rispetto al nostro agire reale dispongono di una propria autonoma forza: la possibilità di non rispettare le regole: le fantasie non devono conformarsi alla morale, alle leggi, al controllo sociale, facendo parte di un territorio libero in cui trovano diritto di cittadinanza anche le forme di trasgressione, le devianze, le perversioni e perfino i delitti. Potete davvero liberamente immaginarvi di tutto dato che la regola fondamentale dell’immaginazione è che essa resterà in ogni caso tale. Mentre la traduzione in comportamenti reali dei contenuti dell’immaginazione non deve mai essere cercata, pena l’estromissione dal novero dei normali.

 

Concetti che anche nel mondo fantastico di Second Life, ad esempio, trovano puntuale riscontro, in vari “decaloghi” delle schiave che il passaparola degli utenti fa circolare tra tutti i giocatori amanti del “role playing” Dom/sub o Master/slave che dir si voglia. Che in differenti modi spiegano che il Master non tenterà mai di rendere reale le fantasie (né di approfittare della sua posizione per trarre vantaggi economici reali) rafforzando così la regola di base del mondo creato dalla LindeLab: RL comes first then SL (la realtà viene prima di SecondLife).

Del resto ognuno di noi normalmente già agisce sul proprio immaginario erotico in senso attenuativo, rendendo simbolico ciò che altrimenti parrebbe inaccettabile: tornando alla realtà nel BDSM, ad esempio, si in caso di fantasie maschili sia femminili si tende a indugiare nella fantasia di un coito particolarmente energico e irruento ma difficilmente ci si compiace realmente nel far sgorgare il sangue da una ferita che dovesse essere inflitta nella contesa amorosa.

Ma c’è una qualche distinzione tra il fantasticare al maschile e al femminile? Di solito sì: le fantasie maschili si incentrano maggiormente sull’espletamento del coito, mentre le donne amano indugiare su elementi di tipo sentimentale e su situazioni che le veda al centro di manovre di seduzione, così esiste una vera e propria costante per tutte le fantasie sessuali: gli uomini immaginano una donna disponibile, malleabile e sottomessa, ma in grado di rivelarsi anche vogliosa ed esperta, mentre le donne preferiscono immaginare un uomo (celebre o meno che sia) diverso dal proprio partner che conosca il fatto suo in materia amorosa e si riveli capace di farle evadere dalla monotonia quotidiana e da rapporti esistenti fin troppo quieti.

Uomini e donne dunque fantasticano in modo differente, volendo estremizzare si può dire che i maschi amino sognare di possedere una donna sconosciuta, farsi fare un pompino eiaculando in bocca alla donna, praticare il cunnilingus, scambiare il partner con un’altra coppia, andare con un transessuale, osservare la partner mentre scopa un altro uomo, prendere una donna con la forza, anche analmente, o praticare differenti variante sadomasochistiche. Le femmine sembrano gradire nelle loro fantasie una forza che sfiora la violenza da parte del maschio, il riuscire a perdere il controllo e ad avere orgasmi multipli, fare l’amore con un’altra donna o assistere ad un rapporto saffico, nonché ad un rapporto omosessuale. Ma anche andare in giro senza intimo, per essere subito accessibile in tutte le proprie parti dall’uomo concupito.

Che poi la pornografia sia divenuto un mercato redditizio e sempre più in grado di attrarre non solo gli uomini ma anche le donne non dovrebbe più stupire nessuno. Semmai stupisce che nel 2007 il moralismo prevalga ancora e si faccia apparentemente di tutto per “mettere un coperchio” sopra questo ribollire di fantasie e di desideri “scandalosi”. Che pur sempre fantasie sono destinati a rimanere, e che potrebbero aiutare a mantenere vivo il rapporto di coppia molto più delle marce a favore della famiglia.

POSTED BY Administrator ON @ 5:32 pm | 0 Comments

La gestione dello stress

Il termine stress fu coniato da Selye nel 1936. Selye notò come negli animali vi fosse una risposta comune a livello fisiologico in seguito all’esposizione a stimoli esterni di tipo fisico, chimico o biologico. Tali stimoli ambientali, denominati stressor, generavano nell’animale una reazione costante caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario.

Che cosa è lo stress?
Il termine stress fu coniato da Selye nel 1936. Selye notò come negli animali vi fosse una risposta comune a livello fisiologico in seguito all’esposizione a stimoli esterni di tipo fisico, chimico o biologico. Tali stimoli ambientali, denominati stressor, generavano nell’animale una reazione costante caratterizzata dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario. La reazione dell’organismo si dimostrava aspecifica, cioè uguale anche di fronte a stimoli differenti e venne definita stress.

Lo stress ha effetti fisici ed emotivi e può generare conseguenze positive o negative. Come influenza positiva, lo stress può essere uno stimolo all’azione; può provocare una nuova consapevolezza e una nuova visione emotiva con cui risolvere il problema incontrato. Come influenza negativa, può rafforzare diffidenza, rifiuto, rabbia e depressione, che a loro volta possono causare problemi di salute quali emicranie, gastriti, allergie, insonnia, ulcere, ipertensione arteriosa, problemi cardiovascolari, infarto e ictus.

Sperimentiamo lo stress continuamente nella nostra vita: quando ci troviamo di fronte alla morte di una persona cara, un divorzio o una separazione, un trasferimento, ma anche la nascita di un bambino, una promozione sul lavoro, o un cambiamento di lavoro, un dissesto finanziario. Così mentre il nostro organismo nella sua unicità registra la variazione delle cose che ci circondano, lo stress ci sollecita ad un cambiamento-adattamento e ci aiuterà o ostacolerà secondo come reagiamo ad esso.

E possibile eliminare lo stress dalla vita?
Lo stress «positivo» ci aiuta ad affrontare la vita. Ci tiene «sotto pressione» una pressione per un funzionamento ottimale. Tutti, grazie a questa «pressione ottimale», affrontiamo meglio e superiamo, scadenze, concorsi, difficoltà del quotidiano, perfino le nostri frustrazioni e i dispiaceri possono, sotto questa luce, aggiungere profondità e arricchimento alla nostra vita. Il nostro obiettivo non è di eliminare lo stress ma di imparare a controllarlo e a usarlo per i nostri scopi.
Lo stress negativo invece (o sarebbe più giusto parlare di modo negativo di affrontare lo stress) funge da deprimente e può lasciare la nostra emotività provata da ansia, o da sentimenti di impotenza; d’altra parte, lo stress eccessivo può lasciarci completamente scarichi e senza forze se non ce ne accorgiamo in tempo.

Che cosa si deve fare?
Bisogna scoprire il livello ottimale di stress per affrontare gli ostacoli, fisici, psichici e relazionali, diventando consapevoli delle nostre possibilità e delle difficoltà che dobbiamo affrontare, senza sottovalutare, o sopravvalutare né noi, né le difficoltà.

Qual è lo stress ottimale?
Il livello ottimale di stress è soggettivo, non esiste un valore buono per tutti. Siamo tutti diversi e con caratteristiche uniche. Così ciò che tormenta uno, può essere un piacere per un altro. Ed anche quando stiamo subendo un evento particolare a cui pensiamo di essere già abituati, è probabile che in quel momento la nostra risposta psico-fisica possa differire da quella data in altra occasione allo stesso stimolo.
Esistono persone che amano i confronti accesi o spostarsi continuamente per lavoro. Costoro potrebbero essere stressati da un lavoro stabile e sistematico, mentre la persona che preferisce un lavoro stabile, molto probabilmente sarebbe stressata da un lavoro dove deve cambiare spesso città. Inoltre, i nostri requisiti personali di resistenza allo stress e la quantità di stress che possiamo tollerare prima di avere cambiamenti negativi, varia con l’età e la situazione psicologica in cui ci troviamo.
È stato provato che la maggior parte delle malattie sono collegate in qualche modo con lo stress.
Se state avvertendo i sintomi da stress, state andando oltre il livello ottimale di stress; dovete ridurre lo stress nella vostra vita o migliorare la vostra capacità di controllarlo.

Come controllare lo stress
Identificare lo stress in eccesso ed essere consapevoli dell’effetto sulla vita non è sufficiente per la riduzione delle conseguenze nocive. Infatti poiché ci sono molte fonti di stress, ci sono molte possibilità per la relativa gestione. Tuttavia, tutte queste possibilità richiedono un lavoro verso un cambiamento: cambiando la fonte dello stress e/o la reazione ad esso, seguendo questo schema:

  • Diventare coscienti dei fattori di stress e delle reazioni emotive e fisiche
    Prendete conoscenza della sofferenza. Non ignoratela. Non sorvolare sui problemi.
    Determinate quali sono gli eventi affliggono. Che cosa sono, voi che vi dite circa il significato di questi eventi?
    Cercate di capire come il vostro corpo risponde allo stress. Diventate ansiosi o vi lasciate andare fisicamente? In caso affermativo, in quale modo?
  • Capire che cosa si può cambiare
    Potete cambiare i fattori di stress evitandoli o eliminandoli completamente?
    Potete ridurre la loro intensità (controllarli per un periodo di tempo, magari su base quotidiana o settimanale)?
    Potete ridurre l’esposizione allo stress (prendendo una pausa, allontanandovi fisicamente dai luoghi in questione)?
    Potete fissare degli obiettivi raggiungibili, magari suddivisi in piccole tappe intermedie?
  • Ridurre l’intensità delle reazioni emotive allo stress
    La reazione di stress viene innescata dalla percezione di pericolo fisico e/o di pericolo emotivo.
    Vi capita di considerare le fonti di stress in termini esagerati trasformando una situazione difficile in disastrosa?
    Cercate di prevedere e controllare tutto?
    Se così fosse, potreste avere una reazione incontrollabile.
    È consigliabile fare un lavoro su di sé per adottare un punto di vista più moderato; provare a vedere lo stress come qualcosa a cui si può far fronte, piuttosto che qualcosa che va oltre le proprie possibilità.
    Provate a stemperare le vostre emozioni eccessive. Cominciate a pensare che le singole situazioni stressanti sono comunque alla vostra portata. Evitate di avere pensieri negativi su «come andrà a finire».
  • Imparare a moderare le reazioni fisiche
    Una respirazione lenta e profonda porterà la vostre frequenza cardiaca e respiratoria di nuovo alla normalità.
    Le tecniche di rilassamento possono ridurre la tensione muscolare. Il biofeedback elettronico può aiutare ad avere un controllo volontario su tensione muscolare, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.
    I farmaci, se prescritti da un medico, possono aiutare a controllare le reazioni fisiche. Tuttavia, da soli, i farmaci non sono «la risposta». Apprendere a modulare queste reazioni fisiologicamente è sempre una soluzione di lunga durata preferibile.
  • Costruire le riserve fisiche
    Allenare il cuore e il sistema cardiovascolare con un’attività sportiva di tipo aerobico tre - quattro volte a settimana.
    Seguire una dieta equilibrata e nutriente.
    Mantenere il peso ideale.
    Evitare la nicotina, la caffeina eccessiva ed altri stimolanti.
    Alternare lo svago con il lavoro. Fare delle pause. Riposare a sufficienza. Rispettare i propri ritmi di sonno per quanto possibile.
  • Costruire le riserve emotive
    Coltivare amicizie oltre ad aiutare a «staccare la spina», può essere un valido supporto per tornare con i piedi per terra nel caso stiate ingigantendo una situazione stressante.
    Perseguire obiettivi realistici che possono essere accettati da voi, piuttosto che obiettivi che altri hanno stabilito per conto vostro e che non condividete.
    Prevedere la possibilità di incontrare sul percorsi frustrazioni, imprevisti e dispiaceri.
    Imparare ad essere non eccessivamente esigenti con se stessi.

POSTED BY Administrator ON @ 12:48 pm | 0 Comments

Come dire No

Ditemi se non vi suona familiare – qualcuno vi chiede di fare qualcosa che non desiderate fare, o che realmente non avete il tempo, la possibilità, di fare.
Non importa quale sia la richiesta, ma siete convinti di ferire a morte l’altra persona con un vostro “no”.

Vi sentite già in colpa. E la cosa bella che ancora non avete risposto!

Perché ci fa tanta paura rispondere “No”?

Genitori, insegnanti, fin da piccoli, ci hanno insegnato che la parola “No” è “poco carina”, quasi un insulto. E’ il modo più comune che hanno gli adulti di tenere a freno il mondo dei bambini. Questo tipo di educazione, indirettamente, ci ha portato a convincerci che le priorità degli altri vengono prima delle nostre.

Poi, se ci si mette un po’ di disistima personale. Il gioco è fatto. La gente può arrivare a chiederci qualsiasi cosa che, per evitare sensi di colpa, finiamo col rispondere sempre “Sì”.

Non voglio fare l’apologia del “No”, il rifiuto resta una cosa sgradevole.

Però esiste un limite.

Innanzitutto è tempo di mettere da parte quella piacevole forma di autolesionismo che, sotto sotto vi gratifica, facendovi sentire una supermamma, un lavoratore modello, un martire, un eroe.

Un minimo di egoismo è fondamentale per affrontare la vita in maniera equilibrata e sana.

Vi elenco alcuni modi per rifiutare senza ferire l’altra persona o rompere i rapporti:

“non posso ora, ma posso farlo più tardi”
Se realmente desiderate aiutare la persona ma non avete tempo, rispondete così. Se chi vi chiede aiuto non può aspettare troverà qualcun’altro.

“non sono la persona qualificata per questo compito”
Se ritenete di non avere abilità sufficienti per svolgere il compito richiesto, è meglio ammettere i propri limiti.

“non posso, ma sicuramente potresti chiedere a…”
Se non siete disponibili offrite un’alternativa. I professionisti di successo si riconoscono per la loro capacità di delegare e valutare le altre risorse.

“ho un altro impegno”
Non importa quale sia l’impegno. Potrebbe essere un appuntamento, una riunione di lavoro, una serata con amici. Il punto fondamentale è che voi non siete disponibili.

“Sono certo che farai un lavoro meraviglioso anche senza il mio aiuto”
Molte volte, le persone chiedono aiuto perché dubitano delle proprie abilità. Fate sapere che avete fiducia in loro.

“NO”
A volte è proprio il caso di dire no! Fatelo col tono giusto, che esprima rispetto e cortesia, ma se non ci sono alternative, oppure non vi sembra opportuno dare spiegazioni approfondite, rispondete semplicemente “No”.

Ci sono casi in cui l’insistenza degli altri sembra non comprendere ogni nostro rifiuto gentile. Piuttosto che inventare scuse su scuse, per poi magari in un momento di insofferenza dare una risposta impulsiva e “cattiva”. Dite subito, chiaramente, ma in maniera gentile, i vostri motivi. Eviterete sensi di colpa futuri.

POSTED BY Administrator ON @ 11:45 am | 0 Comments



Categorie

Archivi

Cerca

Collegamenti

  • Buy viagra
  • Allegra
  • Altace
  • Amaryl
  • Amoxil

Amministratore

  • Accesso
  • Registrati

Meta:

  • RSS .92
  • RDF 1.0
  • RSS 2.0
  • Atom
  • Commenti RSS 2.0
  • Valid XHTML
November 2007
M T W T F S S
    Dec »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Theron Parlin